T.A.R. Calabria Catanzaro - Sentenza n. 588 del 18/03/2021

TUTELA GIUDIZIALE DAVANTI AL G.A.

Diversamente da quanto previsto dall'art. 25, comma 4, L. 241/90, una volta decorsi infruttuosamente 30 giorni dall'istanza di accesso civico generalizzato, non si forma un provvedimento tacito di diniego [vedi Scheda su Fase decisoria (accesso civico)]. Ne consegue che l'azione con la quale l'accedente intende contestare l'inerzia della P.A. segue il rito speciale di cui all'art. 117 c.p.a. (actio contra silentium) e non il rito speciale di cui all'art. 116 c.p.a., anche perchè, ai sensi dell'art. 34, comma 2, c.p.a., il Giudice Amministrativo non potrebbe pronunciarsi su un potere amministrativo non ancora esercitato [per le diverse tesi giurisprudenziali sul punto, vedi Scheda su Tutela giudiziale davanti al Giudice Amministrativo]. In attuazione del principio di effettività della tutela giurisdizionale ex art. 6 CEDU e artt. 24 e 113 Cost. e del principio di concentrazione delle tutele che ne costituisce una proiezione, è ammesso il ricorso cumulativo (costituito da più domande giudiziali) nelle controversie di accesso ed è, pertanto, ammissibile un ricorso con cui contestualmente si agisce contro un provvedimento di diniego espresso di un’istanza di accesso documentale ex L. 241/90 ed avverso il silenzio su un’istanza di accesso civico generalizzato ex D.Lgs. 33/2013 e ciò ancorchè il primo segua il rito dell'accesso ex art. 116 c.p.a. ed il secondo il rito del silenzio ex art. 117 c.p.a., trattandosi in entrambi i casi di "riti speciali" che si svolgono in camera di consiglio e che vengono definiti con sentenza in forma semplificata [vedi ancora Scheda su Tutela giudiziale davanti al G.A.].
 

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